Il Vero Significato Della Parola Tantra

L'origine etimologica della parola Tantra

 

Tantra è un termine di uso comune ad ampio raggio, che indica l’attività del tessere, del rilegare. Può significare nel suo ampio spettro semantico: telaio , ordito, intreccio, rilegatura.

Poi, come già è successo  a tante parole è stato nobilitato nella sua storia. Ad esempio oggi nessuno pensa che la parola “Yoga” in realtà significa semplicemente giunzione, giunto. Yoga è una parola nobile mentre il “giogo” con cui si legano due buoi tra loro è una parola di uso comune. Ma yoga e giogo sono la stessa parola, con lo stesso identico significato: “connessione”.

Che se quest’ultima parola indicasse solo la giunzione tra un polo positivo e un polo negativo di una batteria d’auto (molto prima del maschile e del femminile dell’energia cosmica) sarebbe già sufficiente per esprimere il suo signifcato originario. Se successivamente noi stessi diciamo di metterci "in connessione", senza volerlo, nobilitiamo il termine, ma connessione significa solamente un accoppiamento comunicativo qualunque. Alla fine Yoga significa mettere in connessione due polarità per creare corrente. A questo punto "fare Yoga" potrebbe diventare qualunque forma di connessione energetica, qualunque passaggio di corrente, di vento, e quindi di anima, tra un uomo e una donna: la danza, la preghiera in generale, il rapporto tra il musicista e il suo strumento, sono Yoga, in senso ampio, e non in un senso strettamente legato all’uso che del termine si fece in sanscrito.

Tantra signifca “intreccio” dunque e questa parola ha un corrispondente nella lingua latina in "amplesso", che significa intreccio. Mi piace vedere le statuette tantriche e vedere questa perfetta aderenza trai due termini. Alla fine le statuette di Siva e Parvati non fanno altro che rappresentare l’intreccio energetico, l’amplesso del maschile con il femminile.

Cosa indicava l'uso della parola Tantra al plurale

Tantra però è anche un termine sanscrito che gli Hindu usano soprattutto al plurale. "I tantra" sono dei libri “rilegati”. Per questo dire “i tantra” probabilmente significava dire “i rilegati”, un poco come oggi si dice per “i tascabili” o forse nel modo reverenziale in cui oggi si dice “il libro” per dire la Bibbia.

Insegnare “Tantra” dovrebbe essere come dire "insegnare musica”. Uno non insegna la M-usica” con la M maiuscola, a meno che non sia Bach. Ed è un po’ ridicolo puntualizzare che il Tantra è quella cosa lì, una filosofia cristallizzata nel tempo, perché definire una specificità storica del termine Tantra (cioè “costringerlo” in una sola tradizione) sarebbe come dire che la musica è solo quella cosa lì, nata in quel posto lì e finita lì. In effetti se dite a qualcuno di molto colto (e molto snob) che studiate l’hip pop, probabilmente vi dirà che quella non è musica. Perchè la musica secondo lui è solo quella cosa inventata a metà ‘600 e perfezionata fino a metà ‘800 dove ha raggiunto la sua perfezione formale. Il resto è fuffa, uno spreco di tempo, un uso improprio del termine "musica", che è solo “la classica”. Quella è la musica, tutto il resto per qualcuno non è musica, è solo un modo di chiamare diversi tipi di suono: jazz, rock, liscio.

Però se andate in India oggi, ad ascoltare musica classica indiana, e se chi suona dovesse chiamare quella lì “musica classica” ...potete dirgli che è un ignorante (sto esagerando!), perchè “mus-ica” è una parola greca che significava (e sottolineo il passato del verbo) l’arte delle muse e di muse greche in India non ce ne sono; e in più la musica indiana è anche molto diversa da quella delle antichi cantori greci. Insomma, non è musica classica (per qualcuno). E’ un insieme di suoni. Ma impedire agli indiani di usare il termine “musica” solo perchè è un termine occidentale è stupido quanto lo sarebbe impedire a me di usare il termine “tantrica” per descrivere la mia relazione con l’attività sessuale. Sarebbe come dire a un ragazzo di Harlem che la sua non è musica perché non ha fatto il conservatorio, o perché è nero. Musica e Tantra sono termini comuni delle lingue antiche che le lingue si sono passate, punto. Quello che conta oggi è distingure il Tantra Classico, quello sviluppato in India in un determinato periodo storico, con una determinata sua letteratura, dal Tantra inteso come stile di pensiero energetico, e come modalità di approccio alla sessualità.

Il Tantra è uno stile elaborato in un’epoca molto più vasta di quella Hindu, che va dall’invenzione della spiritualità umana in sede di dee madri fino all’alchimia sessuale medievale e forse anche oltre, fino alla poesia di William Blake e alla filosofia sessuale di David Deida (cui mi ispiro).

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