DALLA CONTEMPLAZIONE AL SESSO PURO

 

IL SIGNIFICATO PRIMITIVO E GENITALE DEL TANTRA

Mi sorprende sempre leggere che la maggior parte dei "fornitori" di Tantra oggi, separino l'esperienza tantrica "viva" dall'amplesso sessuale vero e proprio. Parlano di massaggio e meditazione, additrittura di danza e tocco tantrico, ritenendo il sesso avulso da un'idea ortodossa di tantrismo. Insomma si dice, per difendere una speciale autenticità del Tantra, che il vero Tantra non ha niente a che vedere con il sesso.

Mentre io voglio dirti che il vero tantra significa proprio "trasformare internamente il rapporto sessuale in poesia".

Tieni presente che il Tantra è elaborazione fisica della bellezza attraverso la poesia (l'energia) dei genitali.

Trovo buffo che perchè che si neghi proprio l'amplesso alla pratica tantrica, quando l'iconografia tantrica, la mitologia tantrica, il linguaggio tantrico è invece intriso di riferimenti esplici al rapporto sessuale. Ci sono templi ricoperti di statue che rappresentano il sesso, Shiva e sua moglie Parvati sono rappresentati sempre mentre fanno l'amore. Perchè tanta vittoriana paura?

Perchè soprattutto sorvolare quasi completamente, più che altro fuori dal mondo accademico, che il Tantra, come tutta la spiritualità antica del resto, è soprattuto produzione poetica, se non può esserci "pro-fezia" senza la struttura dei versi?

Il fatto è che, se non si riesce a far combaciare l'esperienza poetica a quella sessuale, allora il Tantra non esiste, perchè non potrebbe esistere l'esperienza mistica stessa , ovvero l'esperienza del divino che impregna i tessuti, li allarga, li scalda, li supera, li illumina d'estasi attraverso un linguaggio speciale in cui dio e l'umano si incontrano.

Troppi praticanti odierni del Tantra esiterebbero ad ammettere la propria "colpevole" distanza dalla realizzazione tantrica nella meditazione quotidiana. E' ovvio che se Shiva ha un pene sempre duro quando è nella posizione del loto e milioni di uomini non riescono a sentrire quello stesso calore mentre meditano, quella stessa perfezione fisica che libera così tanta energia da portare in trance, allora vuol dire qualcosa nel nostro stile di meditazione non funziona più.

Perchè in realtà è l'amplesso la forma di meditazione tantrica privilegiata.

L'estasi è raggiunta solo nel momento di massimo rilassamento e massima "realizzazione" onirica. E' in quel momento del resto che, anche mentre dormiamo e sognamo, noi maschi abbiamo delle erezioni. La meditazione è uno stato ipnotico in cui le nostre strutture simboliche originarie ci "parlano", sottoforma di dei, di demoni, di avi, ci "ri-costruiscono". I sogni sono esperienze mistiche ricostruttive, e non ce le ricordiamo solo perchè le censuriamo. A noi sembra che la notte si porti via tutto il "sognato" - anche quello nel dormiveglia- come se fosse roba sua, proprietà della notte, che si riprende tutto come un creditore, e ci lascia al mattino con un pugno di mosce, in una specie di miseria spirituale, senza inconscio; in realtà siamo noi che fuggiamo via dalla nostra stessa identità con quel  sacco bucato che è la nostra coscienza (l'incoscio svuotato di sogni); da quel sacco esce tutta l'energia creativa che, nel sogno, come in un circuito chiuso, circolava liberamente. Il motivo di tanta im-potenza sessuale maschile oggi diffusa è questo: la sessualità umana funziona in un circuito chiuso, un circuito poetico; invece la civiltà del sapere tecnico apre continuamente delle falle in questo sistema perfetto (sistema di relazione uomo-dio), falle che fanno rilasciare pressione all'impianto, facendogli perdere progressivamente efficenza ed efficacia, cioè la sua potenza.

Un pene duro è un pene che parla al posto mio, comunica ad un livello diretto, trascinante, solido.

Quel livello di comunicazione è la poesia. La poesia dei maschi tantrici.

IL FONDAMENTO DEL TANTRA

Il fondamento del Tantra è il turgore dei genitali.

La meditazione tantrica comincia quando il sangue fluisce nei genitali, generando calore su tutto il corpo e una sensazione di assoluta potenza.

Per questo Shiva, la divinità suprema dei racconti tantrici più antichi, viene rappresentato con il fallo sempre eretto. Shiva, in quel momento è in totale ascolto della sua forza profonda, una forza soprannaturale che risale il suo corpo dalla radice, la base del pene, percorre le viscere e diventa fluida, calda, fino a generare quella fusione tra la materia e l'anima, tra il visibile e l'invisibile che è l'illuminazione.

E' quello che provi tu, quella sensazione di perfezione, quando hai un'erezione potente, che si si genera da un punto così lontano dal tuo ego, da farti dubitare di averne alcun controllo. Quando il sesso ti ispira davvero, pervaso come sei di desiderio, una forza straordinaria (nel senso proprio di extra-ordinaria) sembra guidarti da lontana, fino ad avvicinarti sempre di più al tuo limite, forse ad una specie di anteprima dell'ultimo limite, la tua morte, entrandoti dentro, allargandoti, superandoti. Siamo stati abitualti così tanto a pensare il soprannaturale ( l'anima se vuoi) come qualcosa di trasparente, leggero, impalpabile, che a fatica oggi accettiamo che gli antichi, tra cui i tantrici, pensassero questa stessa forza proprio come lo sperma, come il sangue che pulsa prepotente nelle vene, come l'orgasmo che straborda, quasi ti volesse sbalzare fuori da te, con violenza, e dolcezza. Chi fa l'amore davvero lo sa, conosce bene questa mescola di forze mostruose e seducenti che non gli lasciano scampo. Quello è l'amore.

Il corpo tantrico, il corpo che ama così in profondità, è quello che poi, nella tradizione tibetana successiva, verrà definito "corpo astrale", in grado di viaggiare oltre te: il corpo astrale non è che energia orgasmica inespressa, che esce dal corpo nello stato di trance indotta dalla meditazione profonda: lo stato in cui si trova perennemente Shiva: lo stato in cui ti induci mentre penetri ritmicamente una donna.

Sarà il tuo ruolo di maschio e amante superiore non farti trascinare in un buco nero senza guida, se seguirai il filo rosso di dio, lungo il "labirinto vibratorio" del tuo orgasmo.

Per una donna non è diverso. I tessuti della sua vagina si riempiono di sangue come i tuoi, il clitoride si gonfia, le pareti interne inturgidiscono e stringono. Così come accade al tuo pene le contrazioni uterine irradiano energia a tutto il corpo, mentre i muscoli del coccige stringono lo spazio tra le labbra. La differenza è che spesso le donne conoscono a fondo il loro labirinto, hanno intrecciato un legame profondo con i loro archetipi fin da bambine, hanno imparato a diventare donne, mentre molti uomini, da millenni ormai, non hanno ancora imparato a diventare uomini.

Il Tantra di Shiva, come il Mistero di Dioniso, è una scuola di Maschilità.

COS'E' DAVVERO IL TANTRA

E' molto importante che tu sappia questo, prima di incappare in qualunque discorso teologico sul Tantra medievale.

Sappi che ciò che sappiamo del Tantra è stato scritto alla fine di un'epoca, non all'inizio. Di quello che era il Tantra originario nessuno sa niente. Ma come insegnano i grandi mistici, il divino parla all'uomo per via diretta, nello stesso modo, fin dalla prima notte preistorica. E' solo questione di saper ascoltare. Tu sai farlo mentre fai l'amore, o dopo averlo fatto?

Così come è accaduto per il messaggio di Gesù Cristo o di Buddha, dovresti sempre essere accorto nel distinguere la loro esperienza spirituale primitiva dall'elaborazione che ne è stata fatta successivamente. E vale lo stesso per lo Yoga, la cui versione di Patanjali, e addirittura la successiva sua espansione nello Hata Yoga, sono elaborazioni molto tarde, ben distinte dalla produzione originaria di quella stessa esperienza.

Pensa al cristianesimo. Pensa quanto tempo è passato, quanti libri sono stati scritti e, ahimè, quanti fiumi di sangue sono stati versati per arrivare alla versione catechistica che ne abbiamo oggi? Teologia su teologia, santi su santi. Considera che per il Tantra la quantità di tempo e scritti spesi su questa esperienza mistica sono quasi il doppio, considerata la segretezza iniziale delle sue pratiche rituali.

Io mi chiedo sempre: se i Tantra consistevano in libretti a diffusione strettamente privata di una disciplina che doveva rimanere segreta, come è possibile che oggi si dia così per scontato cosa il Tantra fosse davvero? Cosa ne sappaimo noi dopo 4000 anni?

Forse solo una versione ridotta, e ripulita, della spinta primitiva (e ipersessuale) originaria.

Qualunque cosa oggi diciamo del Tantra non può  essere che una interpretazione sommaria di un'esperienza della sessualità di cui abbiamo avuto notizia solo attraverso il mito e la storia.

Ma un'interpretazione lascerà sempre a me il dubbio che il vero Tantra avvenga più nella realtà, nella mia realtà, come avveniva migliaia di anni fa; il Tantra non si fa tra la polvere di una biblioteca. Si ricrea facendo l'amore.

A me hanno sempre detto che dio mi avrebbe parlato in maniera diretta, e che se lo fa oggi con me, mi dice le stesse cose che diceva a quegli uomini mascherati e dipinti di blu vissuti decine di migliaia di anni fa nelle grotte di Lascaux. E a me, come a loro, le dice anche mentre faccio l'amore, mentre dipingo, mentre suono: è dio, la voce delle mie emozioni, è nella struttura dei miei ricordi, intriso dentro le parole che dico e che hanno quasi10000 anni, è nella mia voce.

Il tantrismo fa parte di tutte quelle correnti spirituali tra la preistoria e la storia in cui gli esseri umani hanno cercato di fare un'esperienza alternativa della sessualità: alternativa a quella che sarebbe la più ovvia pulsione animale, riconoscendo nell'energia sessuale la stessa forza creativa di Dio che permea l'essere umano quando gode ma che lo lascia quando muore, e che lo trasforma mentre sogna . Questi culti antichissimi, da cui abbiamo ricavato documentazione solo per ipotesi, visitando templi preistorici, e rileggendo i miti non come favolette, ma come depositi di una percezione dell'energia alternativa alla nostra, ma altrettanto valida, ritenevano che l'energia sessuale, soprattutto là dove meglio si esprimeva, nel rapporto sessuale, sia il combustibile più appropriato per raggiungere proprio dio, scaldando il corpo e trasformandolo in qualcosa di sufficientemente puro e recettivo, così pregno di senso da percepirne all'interno l'essenza di dio. L'essenza di dio è sessuale, almeno per queste tradizioni spirituali, e il rapporto sessuale poteva rappresentare, allora dentro una determinata struttura rituale, il linguaggio comune, il luogo della trasfigurazione, tra umano e divino.

COS'E' IL RAPPORTO SESSUALE TANTRICO

La poesia non è un'esercizio della scrittura. Non è tecnica.

E' quel livello superiore alternativo alla teoria e alla tecnica.

La poesia è un livello della comunicazione.

E' il suo livello superiore.

Il rapporto sessuale tantrico è una contemplazione dei genitali. Questa contemplazione avviene dentro una struttura simbolica costruita come un processo poetico, come una poesia.

Quando faccio l'amore comunico l'essenza di me. Parto dal mio pene perchè lì comincio, così come la mia Parvati comincia dal suo sesso. Il resto è un'elevazione ritmica su quell'energia profonda, che ritorna su se stessa come i versi di un poeta, e si chiude in posizioni sessuali che si esauriscono come strofe, indipendenti ma collegate tra loro.

Il sesso tantrico si sviluppa energeticamente come versi dentro una struttura ritmica, tesa a cogliere l'essenza dell'umano trasfigurata dal suo desiderio di essere perfetto. Sono le emozioni a passargli attraverso, perchè senza emozioni il sesso tantrico sarebbe vuoto come la voce senza suono.

E' una tensione verso l'essenza, verso la perfezione. Per quanto irraggiungibile ogni amplesso tantrico mira ad essere una "scopata perfetta" e si rigenera nella costante pratica di questa perfezione, senza tensione. Perchè è senza ego. E' tutta onirica. Funziona come funziona un sogno.

 

 

 

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