IL SIGNIFICATO POETICO DI UN PENE

 

Sono un uomo. Ho un pene. Significa che sono fatto per dare piacere

Significa che quando il mio pene è duro rappresenta chi sono veramente.

Lo uso per creare, che significa amare.

Il mio corpo è pieno di dei.

Nel mio mio membro virile vive un dio antico e sconosciuto. Un dio pulsante, un dio che vibra, un dio che danza.

Il mio pene è il mio scettro.

E'  trono di lei, ma a patto che io impari a farmi guidare dalle stesse forze sovraumane che popolano i miei sogni

L'energia sessuale nasce nei mei sogni, sia quelli ad occhi chiusi, sia nei desideri che mi tengono vivo. 

Il desiderio di autenticità, la voglia di creare, di rimanere nei ricordi di una donna, e il desiderio di fecondarla, sono ciò che rende ogni uomo, un poeta.

QUAL E' IL GRANDE "NON DETTO" DEGLI UOMINI?

Proviamo adesso a fare un discorso più generale, che apra gli occhi su questo che è il grande "non detto" di tutti noi uomini.

Che relazione c'è tra il nostro pene e la nostra anima?

Le donne, adorano gli uomini e adorano il loro pene. Ne adorano la durezza.

La durezza di un pene per una donna è tutto. Una donna può apprezzarti per la forma, le dimensioni, l'odore, ma la durezza di un pene per una donna è ciò che distingue un uomo superiore da un uomo ordinario.

Può sembrarti un'affermazione sconsiderata, poco spirituale, e invece è proprio l'immagine di un pene duro, imperioso, industrittibile, che ha contraddistinto all'origine la grande simbolica del tantrismo shivaita, e del Dionisismo mediterraneo: il fallo, gonfio di energia vitale, turgido di sicurezza nel proprio valore magico, è il grande totem degli sciamani nordamericani, è il simbolo dell'energia fallica (magica) insita nello scettro di ogni re.

Il fallo maschile è pieno di magia, e di mistero. Ma da quale forza è percorso? che cosa lo fa pulsare dentro? Pulsa di emozioni, e soprattutto ha la forza di dio, dentro.

COSA DICE LA DUREZZA DEL TUO MEMBRO?

Non è patriarcato, no, la durezza del tuo pene dice quanto sei libero, dice tutto di te, dice la tua verità, dice cosa sei nel profondo, dice qualcosa della tua anima, e una donna lo sa.

La tua durezza dice se riesci a levarti la maschera sociale al momento opportuno, perchè solo così puoi fare l'amore, completamente nudo, quando sai staccarti dal controllo genitoriale, quanto sai dare ascolto e voce alle forze superiori della natura.

Tieni sempre a mente questo: la durezza del tuo pene, la sua tendenza a rimanere duro per tutto il tempo, e la sua capacità di tornare duro subito dopo l'eiaculazione dipende "solo" dalla tua capacità di lasciare queste forza sconosciute dentro di te.

Il motivo per cui il simbolo di Shiva, in India, è un fallo - non un fallo floscio, ma un fallo eretto - dipende dal fatto che Shiva rappresenta il prototipo dell'asceta, misitco in totale estasi meditativa. L'erezione di Shiva è perenne, perchè impenetrabile è il suo mistero, imperturbabile la sua meditazione, indistruttibile la sua consapevolezza energetica. L'erezione è il simbolo di quel processo mistico che fonda il maschile, di cui Shiva è l'archetipo. Si tratta del resto di un'estasi indistruttibile, puro desiderio che percorre la totalità delle cose e di cui il dio hindu diventa metafora della spiritualità "perfetta" con il suo pene eretto. Nella sua trance "erotica" Shiva ha totalmente liberato il suo inconscio, destrutturato tutto il suo ego maschile, grazie al calore della meditazione.

DALL'EGO MASCHILE AL TRIONFO DEL SE'

Ecco la novità assoluta rispetto al pensiero contemporaneo. Quello che è stato visto da secoli come l'emblema dell'ego maschile arrogante, competitivo e prepotente: il fallo duro, rappresenta invece, al contrario, un netto superamento dell'ego: il trionfo del sè, la liberazione delle  forze inconsce. 

Shiva, come lo Zarathustra di Nietzsche, supera il suo ego al massimo della sua stabilità, il suo obiettivo è chiaro, la guida salda: non apre il vaso di pandora dei suoi incubi, non cede alla paura di non essere il migliore, non perde il controllo. Shiva diventa più grande della scatola illusoria in cui è contenuto: la scatola della grande madre giudicante. Non deve più affermare il suo piccolo "io", non è più dipendente dalla volontà, come molti maschi contemporanei attaccato al suo modello di virilità: Shiva sprofonda nelle forze del suo inconscio, nel ritmo del sangue, e diventa "santo". Percepisce dio dentro di lui. Oltre il linguiaggio umano. E' tutto un cuore, un cuore che pulsa tra le sue gambe nella posizione del loto.

Riesce a trattenere la forza della natura e dirigere la potenza, riesce a trasformarla in qualcosa di assolutamente "perfetto". E quella perfezione spirituale si radicalizza nella sua durezza. La durezza di un pene nella meditazione tantrica è indice del fatto che tutta l'energia fisica circola liberamente senza nessun filtro, e nessun tabù spirituale. La materia è rifluita tutta nell'al di là, l'invisibile e il visibile si sono fusi l'uno nell'altro. L'illuminazione è estasi; sessualmente parlando, è un processo che va dall'erezione alla trance, che salta (supera) l'eiaculazione, per diventare un orgasmo continuo: poesia che si fa materia pulsante.

Significa che Shiva è in grado di passare senza soluzione di continuità dall'invisibile al visibile, dalla materia all'anima. E tutto "uno". L'energia psichica, che viene dal suo inconscio, attraversa la carne e diventa la sua durezza. Shiva è totalmente se stesso, totalmente pieno di energia.

Non è un caso che anche gli uomini che faticano ad avere erezioni solide e durature, in realtà (senza saperlo)possono avere anche fino a sette erezioni "piene" durante la notte, erezioni anche molto lunghe. Il sangue e l'energia psichica che bloccano durante la veglia, finalmente fluiscono insieme: durante la notte si mescolano, e generano la verità di quell' essere umano che, se tenta di imbrogliare le carte durante la veglia, non potrebbe più farlo durante il sonno.

Un uomo "non iniziato" - nell'accezione antica - non sarebbe in grado di predeterminare la sua attività onirica. Anche sapendo , intellettualmente, che nel sonno si liberano le forze profonde del maschile, per riuscire a "gestirle" ha bisogno di un processo che va oltre la stessa coscienza. E questo processo è la poesia: la poesia dei mistici, dei profeti, degli sciamani, dei poeti.

Il maschio superiore, il poeta, è colui che sa contattare le sue forze inconsce in stato di piena coscienza, annullando il fragile muro tra coscienza e inconscio costruito dalla civiltà della tecnica.

(potrai approfondire questi temi nell'articolo dall'eiaculazione all'orgasmo)

IN QUALE MODO SUPEREREMO LA CIVILTA' DELLA TECNICA?

Qui naturalmente io sto parlando di una civiltà magica, in cui, tra teoria e tecnica, era preferita tutta un'altra via, una soluzione al degrado della logica senza desiderio, del calcolo meschino, della legge del più forte: la poesia.

Per la mitologia tantrica lo sperma era l'anima stessa di un uomo, la sua essenza debordante, il suo più elementare gesto poetico. Fare l'amore era "poetica". Cera un momento in cui il sangue diventava sperma, e questo, nell'ottica del mito hindu, avviene nell'erezione, e l'orgasmo, che per l'uomo occidentale si è ridotto a pochi spasmi, nelle religioni estatiche, non solo quelle indiane, si allunga all'infinito nel processo della trance mistica. In quel momento il desiderio di un uomo, sciolto nel sangue, si condensa nell'estasi, nel totale abbandono della materia, che si trasforma in vibrazione, mentre dio pulsa dentro l'asceta per crescere a dismisura, oltre il limite dell'umano.

Il mio pene duro è la mia vera nudità, il momento in cui ho lasciato alle sole emozioni dire "chi sono", e ho smesso di cercare (invano) di tradurre un linguaggio che non è più animale, ma non è nemmeno mai stato umano: semplicemente lascio che mi trasformi, che faccia di me quello che vuole, che mi guidi dovunque voglia, come un unicorno alato, come un animale mitologico che fa l'amore attraverso di me.

Perchè l'amplesso umano è il modo in cui dio si esprime nella nostra specie.

Tre milioni di anni fa l'umano aveva scelto dio, rinunciato all'animalità, rinunciando all'estro, rinunciando all'osso nel pene, rinunciando al confort della sua grotta di scimmia. A quel punto l'erezione diventa una responsabilità, una presa di coscienza del proprio essere "quelli lì". Quando tu diventi duro, sei in profondo contatto con la tua forza primaria, è lì che si vede quello che sei, è lì che ti esprimi veramente. Chi veramente ha un'erezione potente, indistruttibile come direbbe il Tantra shivaita, ha un'identità forte. Fa ciò che Patanjali chiede ad ogni studente di yoga: chiudere il chiacchiericcio della mente, impedendo all'intellettualizzazione di intromettersi tra il desiderio e la materia, e permettere al vero sè di fluire dalla propria base animale, risalendo la colonna vertebrale, e costruendo un uomo intero;non un fantoccio, non una marionetta in balia di tutte le sue paure.

Che cos'è un pene duro se non sinonimo di sicurezza, serenità, benessere, fierezza? Tutte doti del guerriero, del ballerino, e del sovrano. Tutto ciò che l'essere divino è: in contemplazione orgogliosa di se stesso, della magia che struttura la virilità. "Virile" infatti, termine greco che indica il maschile, ha la stessa radice di "valore"in battaglia. Tu non avrai il pene duro, perchè il pene non è un oggetto, ma darai al tuo pene piena libertà di espressione, quella che il mondo, cominciando dai tuoi genitori, ti ha sempre impedito. Non trascurare questo legame fondamentale tra la tua infanzia e la tua durezza, perchè è fondamentale, perchè è lo stesso legame energetico che lega la tua attività onirica ai tuoi ricordi e ai tuoi traumi. Nel momento in cui tu diventi duro affermi il tuo desiderio di amare, di essere il padrone del tuo desiderio, come lo sei in "casa tua", nel tuo "elemento", consapevole che sei duro, nella misura in cui hai spezzato ogni dipendenza dai tuoi genitori, reali e simbolici.

Ecco perchè l'erezione è sinonimo di adultità, perchè i bambini devono dimostrare sempre qualcosa a qualcuno. Tu invece non devi più dimostrare niente. Lascia solo che il dialogo tra te e la forza che hai imparato a conoscere, nuda, senza maschera, ti guidi dentro una donna. Ti faccia "fare l'amore". Ti faccia essere un uomo che sa quanto davvero vale.

 

 

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